In questa guida
- 01Come decide Google chi mostrare su Maps
- 02Prima di tutto: una scheda verificata e completa
- 03Foto e video: fatti scegliere prima ancora di entrare
- 04Recensioni: chiederle bene, rispondere sempre
- 05Tieni viva la scheda
- 06Il sito e il resto del web contano
- 07Gli errori che vediamo più spesso
- 08Quanto tempo ci vuole
In breve
- Su Maps Google sceglie in base a tre cose: quanto sei pertinente, quanto sei vicino, quanto sei conosciuto. Sulla distanza non puoi fare nulla. Sulle altre due, tutto.
- Si parte da una scheda Google Business verificata e completa: nome vero, categoria giusta, orari aggiornati, foto reali.
- Le recensioni contano: chiederle si deve, comprarle o chiederle solo ai clienti contenti è vietato.
- Il primo posto non si compra. Si conquista curando la scheda, settimana dopo settimana.
Qualcuno cerca «pizzeria», «parrucchiere» o «commercialista» dal telefono. Google risponde con una mappa e tre attività in evidenza. Le chiamate, le visite e le richieste di indicazioni vanno lì. Tutti gli altri, per quel cliente, semplicemente non esistono.
Se la tua attività non è in quei tre posti, non è un problema di qualità: è un problema di sistema. E per entrare in quella mappa non serve un budget pubblicitario. Serve una scheda Google Business curata come si deve. Qui ti spieghiamo come ragiona Google e cosa fare, nell’ordine giusto.
Come decide Google chi mostrare su Maps
Non è un mistero: Google lo dichiara. I risultati locali dipendono soprattutto da tre fattori.
- 1
Pertinenza
Quanto la tua scheda corrisponde a quello che la persona cerca. Più informazioni complete e precise dai, più ricerche Google può abbinarti.
- 2
Distanza
Quanto sei lontano da chi cerca, o dal luogo scritto nella ricerca. È l’unico fattore che non controlli.
- 3
Notorietà
Quanto sei conosciuto: numero di recensioni e voto, link al tuo sito da altri siti, quanto si parla di te online.
Prima di tutto: una scheda verificata e completa
Una scheda verificata ha più probabilità di comparire. Ogni campo compilato bene è un motivo in più per Google per mostrarti. Ecco cosa conta davvero.
- 1
Rivendica e verifica la scheda
Da business.google.com cerchi la tua attività: se esiste già la rivendichi, altrimenti la crei. Google ti chiederà di verificarla, spesso con un breve video dell’attività e dell’insegna.
- 2
Usa il nome vero, e basta
Il nome è quello dell’insegna e dei documenti. Aggiungere parole chiave («Pizzeria Da Luca – pizza napoletana Roma centro») è vietato dalle regole di Google e può costarti la sospensione della scheda.
- 3
Scegli la categoria giusta
È il campo che pesa di più sulla pertinenza. Scegli la categoria principale più specifica e chiediti «la mia attività È questo?», non «OFFRE questo?». Le categorie secondarie servono per quello che fai davvero, non come parole chiave.
- 4
Indirizzo o zona servita
Se ricevi clienti in sede, l’indirizzo deve essere quello reale. Se lavori da casa o vai tu dai clienti, nascondi l’indirizzo e indica la zona in cui lavori: è previsto dalle regole e protegge la tua privacy.
- 5
Orari, contatti e link
Orari sempre aggiornati, festivi e chiusure compresi: un cliente che trova chiuso non torna. Poi telefono, sito e, se ce l’hai, il link per prenotare.
- 6
Descrizione e servizi
Racconta in poche righe cosa fai, per chi e dove, con parole semplici. Poi compila servizi o prodotti: ogni voce è una ricerca in più in cui puoi comparire.
Foto e video: fatti scegliere prima ancora di entrare
Chi confronta tre attività sulla mappa guarda prima le foto, poi tutto il resto. Google stesso consiglia di usarle per mostrare cosa offri. Quelle che funzionano:
- L’esterno e l’insegna, così chi arriva ti riconosce dalla strada.
- L’interno, per far capire che ambiente troverà.
- Il lavoro o i prodotti: i piatti, i prima e dopo, la prova di cosa sai fare.
- Le persone: un volto rende l’attività vicina e affidabile.
Foto vere, luminose, recenti. Le immagini di repertorio si riconoscono a colpo d’occhio e non convincono nessuno. E aggiungine di nuove con regolarità: una scheda che cambia racconta un’attività viva.
Recensioni: chiederle bene, rispondere sempre
Numero di recensioni e voto fanno parte della notorietà. E sono quello che convince una persona a scegliere te invece del concorrente accanto. Non conta averne tante in un giorno: conta riceverne con continuità.
Si può fare
- Chiedere una recensione a tutti i clienti, dopo il servizio.
- Mandare il link per la recensione su WhatsApp o per email.
- Mettere in negozio un QR code che porta alla pagina per recensire.
- Rispondere a ogni recensione, anche a quelle negative.
È vietato
- Offrire sconti, omaggi o soldi in cambio di una recensione.
- Chiederla solo ai clienti soddisfatti, scartando gli altri.
- Dare al personale un numero di recensioni da raccogliere, o chiedere che il cliente nomini qualcuno nel testo.
- Comprare recensioni o farle scrivere a parenti e amici.
Le regole si sono fatte più severe: da aprile 2026 Google vieta in modo esplicito anche gli obiettivi di recensioni assegnati al personale. Chi sgarra rischia la rimozione delle recensioni e limitazioni sulla scheda.
Tieni viva la scheda
Qui si perde quasi chiunque. La scheda si configura con entusiasmo, poi passano i mesi e nessuno la tocca più. Per restare in alto bastano pochi minuti a settimana, ma ogni settimana:
- Pubblica un aggiornamento: una novità, un evento, un lavoro appena finito.
- Carica qualche foto nuova.
- Rispondi alle recensioni arrivate.
- Controlla gli orari prima di festività e ferie.
Il sito e il resto del web contano
La scheda non vive da sola. Google confronta quello che dichiari con quello che trova altrove: nome, indirizzo e telefono devono essere identici sulla scheda, sul sito, sui social e negli elenchi online. Ogni differenza è un dubbio, e i dubbi costano posizioni.
Il sito fa due lavori: conferma a Google chi sei e dove lavori, e trasforma in contatti le persone che arrivano dalla mappa. Anche i link da altri siti (fornitori, associazioni, giornali locali, clienti) fanno crescere la notorietà. Se il tuo sito oggi non porta richieste, partiamo da lì: siti costruiti per portare contatti.
Gli errori che vediamo più spesso
- Parole chiave nel nome dell’attività: il modo più rapido per farsi sospendere la scheda.
- Indirizzi finti o uffici virtuali per comparire in zone dove non si è davvero: non sono ammessi.
- Schede doppie per la stessa sede.
- Categorie scelte a caso, o troppe.
- Recensioni comprate o filtrate.
- Sparire per mesi: orari vecchi, nessuna risposta, nessuna foto nuova.
Quanto tempo ci vuole
Le modifiche alla scheda compaiono di solito in pochi giorni. Salire nella mappa è un’altra storia: dipende da quanti concorrenti hai in zona e da quanto curano le loro schede. Nessuno può garantirti una posizione. Quello che fa la differenza è la costanza, mese dopo mese. Ed è esattamente il lavoro che chi manda avanti un’attività non ha il tempo di fare.
La checklist in 10 punti
- Scheda rivendicata e verificata
- Nome identico all’insegna, senza parole chiave
- Categoria principale specifica
- Indirizzo reale, oppure zona servita
- Orari aggiornati, festivi compresi
- Telefono, sito e link per prenotare
- Descrizione e servizi compilati
- Foto vere di esterno, interno, lavoro e persone
- Recensioni chieste a tutti, e tutte con una risposta
- Un aggiornamento a settimana
Domande frequenti
Google Business è gratuito?
Sì. Creare e gestire la scheda non costa nulla. Sono a pagamento solo gli annunci, che compaiono con l’etichetta «Sponsorizzato» e non spostano la posizione nei risultati normali.
Posso avere la scheda se lavoro da casa o vado io dai clienti?
Sì. Le regole di Google prevedono le attività che servono una zona: nascondi l’indirizzo e indichi le aree in cui lavori. Non è ammesso usare un indirizzo dove non ricevi davvero i clienti.
Posso far cancellare una recensione negativa?
Solo se viola le norme di Google, per esempio se è offensiva, falsa o non racconta un’esperienza reale: allora puoi segnalarla. Se è una critica legittima, la mossa migliore è rispondere con calma e professionalità.
Se ho la scheda, mi serve anche un sito?
Sì, se vuoi trasformare le visite in clienti. Il sito conferma a Google le informazioni della scheda e dà a chi ti trova sulla mappa un posto dove capire cosa fai e contattarti.


Scritto da
Andrea Caiazza e Giulia Canali
Co-founder di AGC Growth Agency. Lavoriamo insieme su ogni progetto, dalla strategia ai risultati. Chi siamo
Fonti
- Google: Come migliorare il posizionamento locale
- Google: Linee guida per rappresentare un’attività
- Google: Suggerimenti per ricevere più recensioni
- Google Maps: Norme sui contenuti degli utenti
Aggiornata il .